A CHI SI RIVOLGE

“Se non lo sai spiegare a un bambino di 6 anni, vuol dire che non lo sai.”

(Albert Einstein)

Erano gli anni ’50 passati quando il geniale fisico ci lasciava e con noi lasciava un mondo dove la comunicazione era costituita dalla radio, dal telegrafo, dalle prime televisioni, dai giornali cartacei, e dalla posta… (ancora quella affrancata, non quella elettronica…)

Allora comunicare con un bambino di sei anni voleva dire essere in possesso dello stesso codice che utilizzava chi a qui tempi aveva sei anni. E tra il linguaggio dei “grandi” e quello di chi iniziava la prima classe delle elementari esisteva negli anni ’50 un divario estremamente più ampio di quello riscontrabile oggi.

Perché? Per il semplice fatto che oggi un bambino di sei anni sa mettere le mani su un computer. Sa già come maneggiare uno smartphone. Non parliamo poi di far funzionare la televisione (anche quelle digitali): i tasti del telecomando a sei anni non hanno più segreti.

In un angolo, a questa età, restano la radio e i giornali. La prima perché, in fondo, è una tv ma senza immagini. Con i giornali, i nostri piccoli hanno poca o nessuna confidenza, vuoi per la difficoltà di padroneggiare a quell’età la lettura e la comprensione dei contenuti, vuoi perché spesso anche i loro genitori hanno scarsa o nessuna confidenza con i giornali cartacei.

E allora oggi come le spieghiamo ‘ste cose a un bambino di sei anni?

 La spiegazione di qualcosa a qualcuno, presuppone una comunicazione, dove con un codice  non troppo composito e complicato, serve a far capire un concetto complesso  

“Le conversazioni sono l’essenza della nostra società. Rappresentano il modo in cui ci scambiamo le idee,  – sostiene Mark Curtis, guru riconosciuto della cosiddetta “era digitale” –  un momento vitale nel processo cognitivo. Attraverso le conversazioni esploriamo i concetti e calibriamo e definiamo noi stessi, i ruoli, l’amicizia e l’amore”.

E nonostante le comunicazioni scritte e video, “one to one”  oppure “one to many” siano in grande espansione, non va dimenticato  che ancora oggi la comunicazione verbale è largamente maggioritaria, tramite telefoni, smartphone, telechiamate, chat vocali, etc…

Ma come un bambino ha bisogno di strumenti per accrescere la sua capacità di comprensione e di comunicazione, così le società che si affacciano ora al mondo della comunicazione e si avvicinano alle tecnologie della telecomunicazione, potranno beneficiare di questo appuntamento settimanale.

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